CERTE DONNE FRAGILI

da “From Medea” di Grazia Verasani

No, se pensiamo al teatro come un fatto intellettuale, formale, estetico.
Si, se il teatro ti permette di colpire allo stomaco.

Il teatro, un pezzo musicale o un’opera d’arte, o ti colpisce allo stomaco o non ti colpisce per niente. Certo, possiamo trovarci dentro anche l’equilibrio di una geometria raffinata, elegante, sinuosa. Ma il primo impatto è sempre viscerale……” Il lavoro chiede “in prestito” a Medea il volto, le gambe, le viscere, il cuore… e propone il tema dell’infanticidio, antico fardello spesso nascosto nella mente e che la cronaca ripropone quotidianamente. Attraverso la narrazione quattro donne infanticide, rinchiuse in un metaforico isolamento, ripercorrono la loro tragedia. I collegamenti della loro mente si aprono come un sipario ma vengono provvisoriamente cicatrizzati come una ferita mai chiusa.

Le loro macabre azioni sono state generate da un black out, un cortocircuito della mente e al risveglio non resta alcuna traccia, o dei vaghi ricordi. Dopo l’infanticidio in loro resta un senso di solitudine inaccettabile, di inadeguatezza, di pura angoscia del vivere. Si assiste impotenti alla narrazione del loro gesto, le cui motivazioni – inconsce – a volte affiorano come fiori d’acqua.

E’ una trama che si svolge in un’apparente discontinuità di gesti e di comportamenti, come la puntina su un disco rotto che con uno stridore improvviso traccia un solco che nessun tempo e a volte nessun affetto potrà rimarginare.
E il mito di Medea continua nella sua tragicità, mentre il pubblico si pone mille domande per capire il “perché”.

La rappresentazione nasce anche come riflessione sull’istinto materno e come accusa contro una società che ha sempre più bisogno di creare mostri ma che in realtà che non andrebbe mai liquidata con leggerezza.

CERTE DONNE FRAGILI SPETTACOLO TEATRALE

CERTE DONNE FRAGILI COMPAGNIA DELLA RUOTA

CERTE DONNE FRAGILI DRAMMA AL FEMMINILE

CERTE DONNE FRAGILI DONATELLA CATTANEO